Visite guidate all’Eremo della Maddalena a Monterosso

Visite guidate all'Eremo della Maddalena a Monterosso

L’Eremo della Maddalena è una dimora storica immersa in un uliveto vista mare nel Parco Nazionale delle Cinque Terre, a poco più di 3 km dal borgo di Monterosso.

Visite guidate all'Eremo della Maddalena a Monterosso

L’Eremo della Maddalena, di cui si trova menzione nei documenti storici d’archivio fin dal 1244, è composto da un complesso monastico con chiostro ad arcate semicircolari e una piccola chiesa ad aula unica rettangolare, realizzata in arenaria, e intitolata a San Lorenzo in Terriccio.

Nel 1327 il monastero, allora in stato di abbandono, venne affidato dalla comunità di Monterosso a Fra Bartolomeo da Vicenza, con l’obiettivo di mantenerlo e ristrutturarlo.

Per volontà di Sisto IV, dal 1478 l’Eremo della Maddalena fu poi posto sotto la tutela della congregazione benedettina di Santa Giustina in Padova e ospitò i monaci benedettini provenienti dal monastero di San Gerolamo della Cervara di Portofino.

Oggi è rinomato per le suggestive cerimonie con vista che vi si organizzano durante la bella stagione e per le camere con volte a vela ricavate nelle antiche celle al piano superiore della struttura. Un luogo di vacanza ideale per chi desidera ricercatezza, pace e un pizzico di incanto.

Le visite guidate all’Eremo della Maddalena

L’Eremo della Maddalena fa oggi parte dell’Associazione Nazionale Dimore Storiche, un ente senza fini di lucro operante su tutto il territorio italiano, che ne garantisce mantenimento e promozione.

Il 14, 21 e 28 luglio sarà possibile scoprire questo angolo di paradiso nel cuore delle Cinque Terre. Tre occasioni uniche per apprezzarne appieno l’architettura medievale e la storia, in compagnia di una guida locale che condurrà i visitatori attraverso chiesa, studiolo, chiostro, cucina e cantine.

La visita, da prenotarsi in anticipo contattando l’Eremo, si concluderà nel vigneto vista mare, con una degustazione del rinomato Cinque Terre DOC locale.

* il copyright delle fotografie pubblicate in questo post appartiene all’Eremo della Maddalena

Degustazione di vini e visita al vigneto a Riomaggiore

L'esperienza enologica da Possa a Riomaggiore

Le Cinque Terre sono anche i loro vitigni e il loro vino e in ogni borgo si trovano agricoltori eroici che con passione e determinazione portano avanti la tradizione dei nostri avi.

Una visita al nostro territorio non dovrebbe quindi mai concludersi senza aver visitato i vigneti, aver degustato i vini e aver incontrato i vignaioli ai quali dobbiamo tradizione e preservazione dei rinomati terrazzamenti delle Cinque Terre e dei nostri muri a secco. 

L'esperienza enologica da Possa a Riomaggiore

Tra le proposte di esperienze enologiche da vivere quando sarai qui, la prima che ti raccontiamo è quella offerta dall’azienda agricola Possa a Riomaggiore e dal suo appassionato proprietario, Heidi Bonanini.

L’esperienza enologica da Possa a Riomaggiore

L’azienda agricola Possa, che prende il nome dalla valle di Possaitara, a Riomaggiore, offre un’esperienza quotidiana su prenotazione: due ore con il vignaiolo, per scoprire storia, peculiarità e bellezza del vigneto a strapiombo sul mare, imparare tecniche e curiosità e degustare una selezione di vini e prodotti tipici in cantina, nel cuore del borgo.

  • Dove: a Riomaggiore – appuntamento presso l’Info Point del Parco delle Cinque Terre in località Lavaccio
  • Quando: tutti i giorni, su prenotazione, via mail o telefonicamente al +39 348 316 2470  
  • Durata: due ore circa
  • Prezzo: 45€ a persona per visita al vigneto e alla cantina, degustazione e trasporto per e dal vigneto al paese

Il vino delle Cinque Terre

Oltre allo Sciacchetrà, a cui abbiamo già dedicato un articolo, e a una selezione di vini della cantina, degusterai anche il Cinque Terre DOC. Il DOC locale segue ovviamente un disciplinare specifico, di cui scoprirai tutti i dettagli durante l’esperienza, ma che ti riassumiamo comunque qui.

Deve avere colore giallo paglierino più o meno intenso, deve risultare sapido, secco e piacevole al palato, con profilo olfattivo intenso, persistente e fine e deve essere prodotto dai seguenti vitigni: Bosco per minimo 40%, Albarola e/o Vermentino per massimo 40% e da altri vitigni con bacca dello stesso colore autorizzati per la regione Liguria, che non devono comunque mai superare il 20%.

Lo Sciacchetrà

Vino delle Cinque Terre

Lo Sciacchetrà è il nostro nettare più prezioso, il vino passito delle Cinque Terre. Cantato nelle liriche di Petrarca, Boccaccio, Pascoli e D’Annunzio è anche tradizione e un racconto del territorio e dei suoi abitanti.

Origini e produzione dello Sciacchetrà

Per la gente del posto il nome è frutto della fusione di sciacca, schiaccia, e tra, tira via, a descrivere le due operazioni consecutive della pigiatura e dell’estrazione del mosto, che per lo Sciacchetrà non prevedono permanenza nel tino.

Per alcuni studiosi ed enologi deriverebbe invece dal greco shekar, ovvero bevanda fermentata. Le origini risalirebbero ai primi abitanti di Riomaggiore e alla tecnica di appassimento da loro importata dalla Grecia.

Il disciplinare stabilisce che lo Sciacchetrà va prodotto in prevalenza con i tre vitigni di Bosco (minimo 40%), Vermentino e/o Alabarola (massimo 40%) e un eventuale apporto di un massimo del 20% di altri vitigni. L’alcol minimo è 17% di cui almeno 13,5% svolto.

Per la produzione dello Sciacchetrà si usano i grappoli migliori, lasciati ad appassire fino a inverno inoltrato su appositi graticci posti all’ombra in luoghi ventilati. Le uve vengono quindi diraspate, pigiate e separate dalle bucce, con una resa che va dal 30 al 35% massimo rispetto a quella del “normale” vino. Una volta imbottigliato, si conserva coricato, tra i 10 e i 15 gradi.

Il vino passito delle Cinque Terre è di un giallo dorato nei primi due o tre anni, ma inizia poi a tendere all’ambrato e se invecchiato, a partire dai vent’anni, tende al marrone, con riflessi sul rossi.

Come si beve

Lo Sciacchetrà si serve a una temperatura di 14 gradi, in bicchieri piccoli e svasati, a stelo alto, ed è perfetto per accompagnare i dessert liguri e la pasticceria secca, ma se invecchiato è un eccellente vino da meditazione ed è ideale anche per accompagnare formaggi corposi e dal sapore importante.

Annusandolo potrai sentire l’albicocca e assaporandolo note di frutta secca e un pizzico di sapidità. Poco tannico, non è troppo dolce e anche la gradazione alcolica non si sente troppo.

Il nostro consiglio? Visita i vigneti e le cantine delle Cinque Terre, dedica del tempo all’incontro e allo scambio con i nostri produttori, degustane i vini e chiedi di assaggiare lo Sciacchetrà e magari portane a casa una bottiglia. Un’esperienza autentica e completa e un sostegno concreto alla nostra terra.