Trekking da Manarola a Corniglia via Volastra

Corniglia

La camminata che porta da Manarola a Corniglia è una delle più panoramiche della nostra regione e attraversa uliveti, vigneti, bosco e scogliera, passando dal borgo di Volastra.

Trekking da Manarola a Corniglia via Volastra in numeri

  • 5 km circa
  • 335 m di dislivello sul mare
  • 2 ore 30 minuti di cammino circa
  • per camminatori allenati
  • sentiero 506, poi 586 e 587
Manarola

Il percorso

Dopo aver dedicato del tempo alla scoperta e alla visita del borgo di Manarola, potrete incamminarvi risalendo la vallata sulla destra del torrente Groppo. Questa prima parte di cammino è una salita piuttosto ripida, fino alla località Piè di Fiesse, da dove continuerete per pochi metri lungo la SP 51 in direzione Groppo, fino a ritrovare un’antica mulattiera sulla sinistra.

Quest’ultimo tratto di salita è già meno ripido ed è immerso tra campi coltivati ad ulivo che caratterizzano il sentiero fino a Volastra, anticamente nota come Vicolus Olivastre, ovvero villaggio degli uliveti.

Dopo una tappa presso il suggestivo Santuario Nostra Signora della Salute, costruito in pietra arenaria nel XII secolo, potrete continuare la camminata, che è ora tutta vista mare, attraverso vigneti e terrazzamenti.

Una vera meraviglia e una delle poche tratte quasi pianeggianti del nostro territorio. Alcuni passaggi sono però abbastanza stretti e non vi sono protezioni, vi consigliamo quindi di prestare molta attenzione al camminamento, nonostante il panorama cambi passo dopo passo e lasci senza fiato.

“La Liguria non resterà nella storia perché ha scoperto l’America e suonato il violino di Paganini, ma per via del primo uomo che da una roccia a picco sui frangenti del mare ha fatto uscire un grappolo d’uva” 

Vittorio G. Rossi, “Il cane abbaia alla luna”

Dai tipici vigneti si passa alla macchia mediterranea, con una tratta di sentiero immersa nel bosco di pini e lecci tra il centro abitato di Porciana e fino alle Case Pianca, da dove si inizia la discesa verso Corniglia, lungo un’antica mulattiera, a tratti sconnessa, che attraversa una bella pineta a picco sul mare per poi raggiungere uliveti e vigneti in prossimità del paese.

Per maggiori dettagli sul trekking da Manarola a Corniglia via Volastra, potete anche consultare il percorso sulla mappa ufficiale del Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Cinque Terre Hiking Trails

Per i camminatori meno allenati

Se non siete troppo allenati, potete anche evitare la salita da Manarola a Volastra optando per un più comodo e rapido autobus.

Vi basterà recarvi presso l’Info Point del Parco che si trova in stazione per acquistare il biglietto, che costa 1,50€ se acquistato all’Info Point o 2€ se direttamente sul pulmino. Per chi avesse la Cinque Terre Card il servizio è invece incluso.

Il pulmino parte dall’ufficio postale e, dati i pochi posti a sedere, vi consigliamo di essere alla fermata con un po’ d’anticipo. 

Manaèarte, una mostra collettiva

Manaèarte, una mostra collettiva che riunisce e celebra i tanti e variegati artisti manarolesi

Torna Manaèarte!

Si rinnova presso l’oratorio dei Disciplinati a Manarola, detto anche oratorio della Santissima Annunziata, la tradizione di Manaèarte, una mostra collettiva che omaggia e presenta gli artisti manarolesi.

L’esposizione inaugura sabato 18 luglio alle ore 18 e sarà aperta quotidianamente fino al 26 luglio, dalle 16 alle 19. Durante la mostra sarà inoltre visitabile l’antico mulino restaurato dall’associazione culturale Radici!

L’oratorio, edificato nel XV secolo, si trova in piazza Innocenzo IV, la piazza principale nella parte alta di Manarola, vicino alla torre campanaria e alla chiesa di San Lorenzo, che ti invitiamo a visitare.

L’associazione culturale Radici

Manaèarte è un appuntamento a cura dell’Associazione culturale Radici, che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale dei borghi delle Cinque Terre per tramandare alle future generazioni la tradizione e l’anima di questo luogo; conservare e catalogare il patrimonio fotografico e storico esistente al fine di creare un osservatorio sul paesaggio che ne evidenzi la sua trasformazione nel tempo e ne consenta la conservazione e creare una presenza su internet degli aspetti più autentici della cultura locale.

Degustazione di vini e visita al vigneto a Riomaggiore

L'esperienza enologica da Possa a Riomaggiore

Le Cinque Terre sono anche i loro vitigni e il loro vino e in ogni borgo si trovano agricoltori eroici che con passione e determinazione portano avanti la tradizione dei nostri avi.

Una visita al nostro territorio non dovrebbe quindi mai concludersi senza aver visitato i vigneti, aver degustato i vini e aver incontrato i vignaioli ai quali dobbiamo tradizione e preservazione dei rinomati terrazzamenti delle Cinque Terre e dei nostri muri a secco. 

L'esperienza enologica da Possa a Riomaggiore

Tra le proposte di esperienze enologiche da vivere quando sarai qui, la prima che ti raccontiamo è quella offerta dall’azienda agricola Possa a Riomaggiore e dal suo appassionato proprietario, Heidi Bonanini.

L’esperienza enologica da Possa a Riomaggiore

L’azienda agricola Possa, che prende il nome dalla valle di Possaitara, a Riomaggiore, offre un’esperienza quotidiana su prenotazione: due ore con il vignaiolo, per scoprire storia, peculiarità e bellezza del vigneto a strapiombo sul mare, imparare tecniche e curiosità e degustare una selezione di vini e prodotti tipici in cantina, nel cuore del borgo.

  • Dove: a Riomaggiore – appuntamento presso l’Info Point del Parco delle Cinque Terre in località Lavaccio
  • Quando: tutti i giorni, su prenotazione, via mail o telefonicamente al +39 348 316 2470  
  • Durata: due ore circa
  • Prezzo: 45€ a persona per visita al vigneto e alla cantina, degustazione e trasporto per e dal vigneto al paese

Il vino delle Cinque Terre

Oltre allo Sciacchetrà, a cui abbiamo già dedicato un articolo, e a una selezione di vini della cantina, degusterai anche il Cinque Terre DOC. Il DOC locale segue ovviamente un disciplinare specifico, di cui scoprirai tutti i dettagli durante l’esperienza, ma che ti riassumiamo comunque qui.

Deve avere colore giallo paglierino più o meno intenso, deve risultare sapido, secco e piacevole al palato, con profilo olfattivo intenso, persistente e fine e deve essere prodotto dai seguenti vitigni: Bosco per minimo 40%, Albarola e/o Vermentino per massimo 40% e da altri vitigni con bacca dello stesso colore autorizzati per la regione Liguria, che non devono comunque mai superare il 20%.

Lo Sciacchetrà

Vino delle Cinque Terre

Lo Sciacchetrà è il nostro nettare più prezioso, il vino passito delle Cinque Terre. Cantato nelle liriche di Petrarca, Boccaccio, Pascoli e D’Annunzio è anche tradizione e un racconto del territorio e dei suoi abitanti.

Origini e produzione dello Sciacchetrà

Per la gente del posto il nome è frutto della fusione di sciacca, schiaccia, e tra, tira via, a descrivere le due operazioni consecutive della pigiatura e dell’estrazione del mosto, che per lo Sciacchetrà non prevedono permanenza nel tino.

Per alcuni studiosi ed enologi deriverebbe invece dal greco shekar, ovvero bevanda fermentata. Le origini risalirebbero ai primi abitanti di Riomaggiore e alla tecnica di appassimento da loro importata dalla Grecia.

Il disciplinare stabilisce che lo Sciacchetrà va prodotto in prevalenza con i tre vitigni di Bosco (minimo 40%), Vermentino e/o Alabarola (massimo 40%) e un eventuale apporto di un massimo del 20% di altri vitigni. L’alcol minimo è 17% di cui almeno 13,5% svolto.

Per la produzione dello Sciacchetrà si usano i grappoli migliori, lasciati ad appassire fino a inverno inoltrato su appositi graticci posti all’ombra in luoghi ventilati. Le uve vengono quindi diraspate, pigiate e separate dalle bucce, con una resa che va dal 30 al 35% massimo rispetto a quella del “normale” vino. Una volta imbottigliato, si conserva coricato, tra i 10 e i 15 gradi.

Il vino passito delle Cinque Terre è di un giallo dorato nei primi due o tre anni, ma inizia poi a tendere all’ambrato e se invecchiato, a partire dai vent’anni, tende al marrone, con riflessi sul rossi.

Come si beve

Lo Sciacchetrà si serve a una temperatura di 14 gradi, in bicchieri piccoli e svasati, a stelo alto, ed è perfetto per accompagnare i dessert liguri e la pasticceria secca, ma se invecchiato è un eccellente vino da meditazione ed è ideale anche per accompagnare formaggi corposi e dal sapore importante.

Annusandolo potrai sentire l’albicocca e assaporandolo note di frutta secca e un pizzico di sapidità. Poco tannico, non è troppo dolce e anche la gradazione alcolica non si sente troppo.

Il nostro consiglio? Visita i vigneti e le cantine delle Cinque Terre, dedica del tempo all’incontro e allo scambio con i nostri produttori, degustane i vini e chiedi di assaggiare lo Sciacchetrà e magari portane a casa una bottiglia. Un’esperienza autentica e completa e un sostegno concreto alla nostra terra.

I terrazzamenti delle Cinque Terre

Volastra

I terrazzamenti delle Cinque Terre sono un’eredità del Medioevo, sono quello che ci ha plasmato, nutrito, reso speciali e che oggi ci garantisce un’identità e, in modo molto più concreto, di poter vivere a valle.

Volastra, i terrazzamenti delle Cinque Terre

La costruzione dei terrazzamenti delle Cinque Terre

Fino alla prima metà del secolo scorso la nostra economia era basata pressoché esclusivamente sull’agricoltura: vite, ulivo, alberi da frutto e verdura. Per coltivare questo territorio così verticale e roccioso, gli abitanti iniziarono a erigere chilometri di terrazzamenti sorretti da muretti a secco e disposti in fasce sovrapposte, partendo dal livello del mare, i ciàn.

Una grande opera di ingegneria ambientale ben illustrata nella seconda parte del video che trovi in questo articolo, stimata a oltre 4 milioni di metri cubi di muri a secco per ettaro, per oltre 3 mila metri lineari di muri per ettaro, per un totale di 6729 km. Superiore al raggio terrestre!

I nostri muri a secco hanno quindi un chiaro valore sociale e culturale e se vuoi saperne di più su questi aspetti e sul loro recupero il progetto Stonewalls for life fa al caso tuo.

Si calcola che fino alla prima metà del secolo scorso alle Cinque Terre ci fossero circa duemila ettari di uliveti, vigneti e orti, ma oramai ne restano circa 400, mentre nel resto delle terrazze la macchia mediterranea e il bosco hanno ripreso il sopravvento.

Ti consigliamo di dedicare pochi minuti a questo video storico dell’Istituto Luce, che mostra la costruzione dei terrazzamenti e illustra lo stile di vita passato delle Cinque Terre.

Se vuoi saperne di più sui luoghi delle riprese e le tradizioni mostrate in questo breve documentario siamo a tua disposizione.

I trenini delle Cinque Terre

Dagli anni ’80 l’applicazione di un minimo di tecnologia ha iniziato a facilitare il lavoro dei pochi che ancora oggi scelgono quello stile di vita: materiali e attrezzi più leggeri, ma soprattutto una rete di monorotaie sui cui si spostano cremagliere con piccoli vagoni merci. Sì, note come trenini delle Cinque Terre.

Non arrivano dappertutto, ma sono di grande aiuto, soprattutto in periodo di vendemmia, che un tempo implicava cammallare ceste d’uva per giorni, sulla schiena gli uomini e sulla testa le donne.

Con la monorotaia e l’abbandono dei ciàn di più difficile accesso sono sparite anche le vendemmie via mare, quando era più facile caricare le ceste d’uva sui gozzi ormeggiati sotto ai terrazzamenti più bassi che salire per raggiungere i sentieri e le scalinate interpoderali, oggi trasformatesi perlopiù in sentieri per il trekking. Stesso discorso vale per la raccolta delle olive in autunno.

Sacrifici e fatiche immani, che hanno portato Veronelli a definire i vignaioli del posto angeli matti, la cui opera salvaguarda lo splendido e fragilissimo territorio delle Cinque Terre.

La Cinque Terre Card

Manarola

La Cinque Terre Card è un pass visitatori, che ti consentirà di approfittare al massimo del tuo soggiorno, usufruendo di servizi utili e al contempo sostenendo il nostro territorio.

La Card è infatti stata introdotta dal Parco al fine di preservare sentieri e percorsi originariamente costruiti dagli abitanti per spostarsi e dai contadini per raggiungere i loro campi terrazzati. Vie di comunicazione e lavoro essenziali, ma non previste per l’alto calpestio odierno dovuto al turismo.

Monterosso

Cosa include la Cinque Terre Card

Ci sono due tipi di pass tra cui puoi scegliere:

  • la Cinque Terre Trekking Card semplice, che include l’accesso al sentiero SVA, attualmente fruibile tra Corniglia e Monterosso, le visite ed escursioni guidate note come Cinque Terre Walking Park, quelle organizzate presso il Parco Letterario Eugenio Montale a Monterosso, i pulmini ATC, i servizi igienici pubblici presso i cinque borghi, il WiFi in prossimità degli hotspot del Parco, la partecipazione ai laboratori del Centro di Educazione Ambientale e uno sconto presso i Musei Civici della Spezia.
  • la Cinque Terre Treno MS Card che, oltre ai servizi inclusi in quella base, offre l’accesso illimitato alla seconda classe dei treni regionali e regionali veloci nella tratta Levanto – La Spezia e a tutti i treni denominati Cinque Terre Express.
Cinque Terre Express Train

Acquisto e tariffe

La Cinque Terre Card, nominativa e incedibile, si può acquistare presso i centri di accoglienza del Parco, da Levanto a La Spezia, ma onde evitare code e per verificare tariffe ed eventuali limitazioni dovute al meteo, ti consigliamo di acquistarla online, sul sito ufficiale.

In caso di acquisto della Card cartacea, verifica sempre con l’addetto che te la vende se vada convalidata o meno prima di prendere il treno!

Qualsiasi pass tu abbia scelto e indipendentemente da dove e come tu l’abbia acquistato, al momento del controllo ti potrà essere chiesto un documento di identità, anche per i bambini, che se minori di quattro anni usufruiscono di quella dell’adulto che li accompagna.

Cinque Terre Card “Strutture Ricettive”

Soggiornando presso una struttura ricettiva delle Cinque Terre aderente al Marchio di Qualità del Parco, hai diritto a uno sconto sulla Cinque Terre Card!

Verifica al momento della prenotazione o al check-in e richiedila in struttura, dato che solo loro possono emetterla digitalmente.

Volastra

Volastra

Volastra è stata sede dell’insediamento originario di Manarola e il suo nome deriva da Vicus Oleaster, ovvero agglomerato dell’olio.

Un antico borgo a pianta circolare, probabilmente di fondazione etrusca e di successiva occupazione romana, oggi piccolo borgo collinare, conosciuto perché qui sorge uno dei santuari mariani delle Cinque Terre, ma anche perché da qui parte uno dei sentieri più panoramici del nostro territorio, tra vigneti, cielo e mare.

Cosa fare a Volastra

Oltre a perderti tra i violetti del borgo, degustare un bicchiere di vino delle Cinque Terre e ammirare il panorama, decisamente mozzafiato sia che si guardi verso levante sia che si volga lo sguardo a ponente, a Volastra non puoi non visitare il santuario di nostra Signora della Salute, risalente al X secolo e in stile romanico, con successivi inserti in gotico.

Volastra

La chiesa in realtà venne dapprima intitolata a San Lorenzo, patrono di Manarola, con un’attestazione del 1240, e solo nel XV secolo votata al culto mariano. La costruzione è a pianta quadrilatera con una sola navata e senza abside e al suo interno si venera un’immagine della Madonna, incoronata nel 1861.

Come arrivare

Volastra è raggiungibile anche in auto, percorrendo la Litoranea che collega i santuari delle Cinque Terre e partendo da La Spezia porta a Levanto. Una strada estremamente panoramica, ma abbastanza tortuosa e la cui carreggiata è in alcuni punti abbastanza stretta. Puoi anche arrivarci con un autobus ATC oppure con una navetta di di Explora 5 Terre.

Se invece ti va di fare un po’ di sano e scenografico trekking, puoi incamminarti e imboccare il sentiero presso il parcheggio di Manarola. Dopo un primo tratto a gradini, parallelo alla strada, il sentiero costeggia i tipici terrazzamenti misti a macchia mediterranea e, una volta attraversata la strada in località Piè di Fiesse, si trasforma in una lunga scalinata verticale tra vigne e olivi che termina nel borgo, proprio di fronte a una provvidenziale fontana! La salita dura circa un’ora.

Manarola, storia e monumenti

Manarola

Manarola, il secondo borgo delle Cinque Terre partendo da levante, amministrativamente dipende dal comune di Riomaggiore, ma ha una sua identità e sue peculiarità.

Si pensa che il suo nome derivi dal latino Manium arula ovvero “piccolo tempio dedicato ai Mani”, ma non si hanno conferme in merito. Alcuni storici sostengono che derivi da una vecchia forma dialettale Manaraea risalente a un più antico magna Roea, la grande ruota da mulino ad acqua.

Manarola

La storia di Manarola

Quello che sappiamo per certo invece che la sua fondazione è dovuta allo spostamento a valle degli abitanti di Volastra, antico insediamento romano e oggi frazione collinare. Venne poi abitato anche dalle popolazioni della Val di Vara. I primi documenti nei quali si trova menzione di Manarola datano della seconda metà del XIII secolo e trattano delle lotte tra la Repubblica di Genova e i Fieschi di Lavagna, battuti nel 1273 da una flotta di 14 galee.

Passato sotto Genova, il divenne uno dei maggiori produttori di vino ed olio della costa e, nella parte bassa del paese, si trova ancora oggi un vecchio mulino restaurato dal Parco Nazionale. Nel corso di questo periodo storico l’uomo iniziò realmente a modellare il territorio e l’agricoltura eroica che oggi preserva le Cinque Terre nacque allora, un terrazzamento dopo l’altro.

La storia moderna del borgo coincide con quella degli altri paesi delle Cinque Terre e di buona parte della Liguria. Va però segnalata l’evoluzione lato urbanistico, con la copertura del torrente che attraversa il paese, iniziata nel 1863 e conclusasi nel 1978. Negli anni 50 ad esempio era coperta solo piazza Innocenzo IV e i due lati del borgo scendendo fino alla Marina erano collegati da undici ponti in pietra.

I monumenti

Oltre ad ammirare le tipiche case torre genovesi, oggi variopinte, partendo dall’alto potrai visitare piazza Innocenzo IV, con la sua terrazza panoramica perfetta per ammirare il presepe luminoso di Mario Andreoli, ma anche sede del quattrocentesco Oratorio dei Disciplinanti, anche noto come oratorio della Santissima Annunziata o degli Azzurri.

Sempre sulla piazza sorge anche la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine, nota come chiesa di San Lorenzo per il portale che ne raffigura il martirio, con la sua torre campanaria a pianta quadrata, anticamente una torre di avvistamento. Risalente al 1338, la chiesa a tre navate è in stile gotico genovese, con una facciata in arenaria locale decorata da un rosone in marmo di Carrara particolarmente elaborato aggiunto nel 1375, mentre l’interno barocco è caratterizzato da una copertura in volte a botte.

Anche Manarola aveva il suo castello, una fortezza difensiva nel cuore dell’odierno borgo, in via del Baluardo. Nel corso dei secoli l’edificio è però divenuto abitazione privata e oggi è riconoscibile solo per la forma arrotondata.

Lato mare

Cosa fare alla Marina di Manarola? Ammirare il borgo e rimanere incantati davanti al mare… da Punta Bonfiglio si gode infatti di una vista panoramica sulle case arroccate sulla scogliera, uno scorcio che avrai probabilmente già visto in note campagne pubblicitarie passate e sicuramente negli infiniti scatti pubblicati online da chi ci ha visitati prima di te.

Riviere,
bastano pochi stocchi d’erbaspada

penduli da un ciglione
sul delirio del mare

Qui sorge anche il cimitero del paese, anch’esso spesso immortalato perché in posizione estremamente panoramica e perché sulla sua facciata sono incisi i versi finali di Liguria, di Vincenzo Cardarelli. Non si tratta dell’unica poesia sui muri di Manarola però, alla fine di via Belvedere troverai, oltre all’immensità del mare, anche una piccola piazza dedicata a Eugenio Montale e una targa che riporta di versi di Riviere.

Santuario della Madonna di Montenero

Santuario della Madonna di Montenero

La Chiesa di Nostra Signora di Montenero è il santuario mariano che sovrasta Riomaggiore dominando tutta la costa delle Cinque Terre e offrendo un panorama mozzafiato, che dall’isola del Tino a oriente arriva a Punta Mesco a occidente.

Santuario della Madonna di Montenero

Si narra sia stata fondata a seguito del ritrovamento di un’icona bizantina portata da profughi greci in fuga da una persecuzione iconoclasta a inizio del XIV secolo e venne attestata per la prima volta nel 1335, ma la costruzione tale quale la vediamo oggi è frutto di svariate ristrutturazioni susseguitesi nel corso dei secoli. L’immagine della Vergine oggi venerata è in realtà un olio su tela del XVI secolo.

Il santuario è in festa per ben tre volte durante l’anno:

  • il 1° maggio, in occasione dell’inizio del Mese Mariano
  • la domenica e il lunedì di Pentecoste, con le celebrazioni che iniziano il sabato precedente, con una processione da Riomaggiore e l’esposizione degli ori di Montenero, gli ex voto locali
  • la quarta domenica di luglio, in occasione della Festa dell’Incoronazione, preceduta anch’essa da una processione il sabato

Come arrivare

Si può arrivare in prossimità del santuario in auto, parcheggiandola lungo la strada litoranea e terminando a piedi lungo l’ultimo tratto di sentiero SVA che sale alla chiesa. Lo stesso sentiero, costellato da tredici edicole votive e detto La Via Grande, parte da Riomaggiore, in località Lavaccio, ed è percorribile in circa un’ora e mezzo attraversando vigneti e macchia mediterranea.

Groppo

Groppo

Groppo è un piccolo borgo collinare, situato a mezza costa tra Manarola e Volastra, e prende il nome dall’omonimo torrente nei pressi dei quali è stato costruito. Composto da pochissime case variopinte, merita per la tranquillità e il panorama su vigneti e mar Ligure.

Cosa fare a Groppo

La risposta alla domanda “cosa fare a Groppo” è veramente facile: degustare vini delle Cinque Terre! Qui sorge infatti la Cantina sociale della Cooperativa Agricoltura Cinque Terre, che organizza visite e degustazioni tutto l’anno, anche su appuntamento. La visita dura un’ora circa e permette di scoprire le varie fasi di lavorazione e di coltivazione. Volendo aggiungere anche una visita ai vigneti, da concordare preventivamente, calcola una mezz’ora in più.

Poco distante da qui, in località Pié di Campu, potrai anche visitare uno dei più antichi mulini di Manarola, recentemente restaurato e gestito dall’Associazione Culturale Radici.

Come arrivare

Come Volastra, anche Groppo è raggiungibile in auto, percorrendo la Litoranea che collega i santuari delle Cinque Terre e partendo da La Spezia porta a Levanto. Una strada estremamente panoramica, ma abbastanza tortuosa e la cui carreggiata è in alcuni punti abbastanza stretta. Puoi anche arrivarci con un autobus ATC oppure con una navetta di di Explora 5 Terre.

Anche in questo caso però ti consigliamo una camminata: partendo dal parcheggio di Manarola sali mantenendoti sulla destra del torrente, fino all’incrocio con i sentieri 506V e 502 in località Piè di Fiesse, qui attraversa la strada e sali sulla sinistra attraverso l’uliveto seguendo le indicazioni per Groppo.