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Manarola

Le Cinque Terre sono cinque paesi della riviera ligure di levante, incastonati tra scogliera e mare, in un paesaggio modellato dai suoi abitanti nel corso dei secoli, che sopravvive ancora oggi grazie a un equilibrio perfetto, ma precario, tra uomo e natura. Piccoli scrigni dove storia, natura e arte si fondono in una vertigine di colori e sfumature, attirando e incantando turisti di tutto il mondo.

Cinque borghi: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso; ognuno con la propria storia, le proprie tradizioni e anche con una parlata dialettale distinta, ma accomunate da alcune caratteristiche.

Cinque Terre

1. Mare

Gli abitanti delle Cinque Terre da sempre lavorano la terra e da essa hanno tratto sostentamento e sviluppo economico fin dai primi insediamenti, ma il mare è elemento essenziale del paesaggio. Ne lambisce i borghi, ne riflette i colori, ne influenza gli stati d’animo in base al suo moto e ha da sempre garantito scambi economici e culturali.

2. Muretti a secco

Oltre 6.000 chilometri di muri a secco che reggono e modellano il nostro territorio. Muri essenziali, che consentono la coltivazione e rendono le Cinque Terre quelle che sono. Sono però anche particolarmente fragili, richiedono manutenzione e manodopera speciale e quando abbandonati sono a rischio frana e soprattutto fanno rischiare noi di perdere la nostra identità. Per questo ti invitiamo a visitare il sito di Stone Walls for Life, un progetto vitale questa regione.

3. Terrazzamenti

Tecnica, sudore, fatica ed eredità, queste sono le scenografiche terrazze che disegnano i paesaggi da cartolina delle Cinque Terre. Un lavoro iniziato nel XVII secolo, che ha rischiato di perdersi col progresso, ma la cui importanza ed essenzialità sta fortunatamente tornando a essere compresa. Non esistono senza i muri a secco e noi non esistiamo senza di esse.

4. Vigna

Bosco, albarola, vermentino e tanta passione e determinazione per mantenere tradizione e territorio. La vigna, insieme agli ulivi e ai limoni, è la madre dell’agricoltura locale e ha garantito lo sviluppo e il sostentamento delle Cinque Terre nel corso dei secoli. Oggi definita agricoltura eroica, la viticoltura da queste parti è ancora un qualcosa di autentico e strettamente legato al lavoro manuale.

5. Sciacchetrà

Chi dice vino delle Cinque Terre pensa anche e soprattutto allo Sciacchetrà, per noi un nettare prezioso, tanto per il valore economico che per quello affettivo. Lo Sciacchetra prende il nome dalla frase che ne descrive il procedimento in dialetto, ovvero sciacca e trá (i.i. schiaccia e trai). Al termine dell’ardua vendemmia verticale i grappoli destinati a questo vino ambrato vengono lasciati a sovra maturare al sole, le uve vengono selezionate con attenzione e poi lasciate ad appassire naturalmente fino a novembre inoltrato su dei graticci posti all’ombra. Per poterlo gustare si devono pazientare almeno dodici mesi e il triplo per una “Riserva”.

6. Caruggi

I primi agglomerati delle Cinque Terre non sono di fondazione genovese, ma i cinque borghi come li vedete oggi sì. Come in tutti i possedimenti della Repubblica, anche qui l’urbanistica è caratterizzata da dedali di viottoli, pensati apposta per far perdere e disperdere gli invasori. Oggi fanno perdere il senso dell’orientamento ai turisti, ma solo così si scoprono lentezza e scorci unici. Dedicare del tempo a perdersi quando si visita un luogo per la prima volta è una delle bellezze del viaggio e qui è garantita!

7. Fortificazioni

A partire dal XIII secolo, sotto l’impulso della Repubblica di Genova, vennero erette mura di cinta, torri d’avvistamento e bastioni, per difendersi dall’acerrima nemica Pisa e dalle frequenti incursioni di pirati. Ogni borgo ha le sue, più spesso oramai si tratta di vestigia, ma alcune torri e fortezze sono ancora visitabili e sono sempre in punti dominanti e decisamente panoramici. Non farti scoraggiare dalle ripide scalinate, perché arrivare a destinazione merita!

8. Santuari

Ogni borgo è sovrastato dal suo santuario mariano di riferimento, al quale gli abitanti sono profondamente legati. I santuari delle Cinque Terre sono luoghi che raccontano la storia e le tradizioni del posto e che offrono la possibilità di fare belle camminate nella natura per raggiungere monumenti storici che coniugano bellezza, spiritualità, tranquillità e ancora e sempre panorami imperdibili.

9. Sentieri

Una rete di mulattiere e sentieri verticali che ha garantito spostamenti e scambi per secoli e che oggi garantisce l’accesso ai poderi e che ti offrirà la possibilità di fare trekking giorno dopo giorno, scoprendo scorci e borghi sempre nuovi, passando da un paese all’altro, da un santuario all’altro e da un paesaggio all’altro e il tutto vista mare.

10. Poeti

Le Cinque Terre confinano con il meraviglioso Golfo dei Poeti, che ti consigliamo di visitare, ma versi e liriche hanno raccontato anche i nostri cinque borghi e la loro vita nel corso dei secoli: da Dante Alighieri a Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio a Eugenio Montale e molti altri che di questo territorio aspro si sono innamorati.

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